Paola Baccheddu - L'unione Sarda - 2008

 

A gironzolare tra le calette della Maddalena si possono fare curiose sorprese. Oggetti abban­donati, scarti, relitti che non chiedono altro che essere raccontati. Se si ha l’approccio giusto, al­lora, possono nascerne storie, meglio: personag­gi con una precisa iden­tità. Questo è capitato ad Alessandro Siccardi, ar­chitetto ligure che oggi vive a Milano, ma mad­dalenino d’adozione.

Complice una casa a Cala Gavetta -rifugio (non solo estivo) da ven­t’anni -complice una fantasia difficile da im­brigliare, complice una creatività che sconfina nell’eccezione (e sembra depositarsi tutta negli ec­centrici occhiali rubino che l’autore indossa con vezzo) sono nate sculture che sono vere e proprie ope­re d’arte. L'autore le ri­vela in una mostra a Mi­lano, alla dro­gheria di via Tortona - ex laboratorio

alimentare ri­convertito in spazio esposi­tivo.

Dal 2003 Siccardi as­sembla, in­chioda, colo­ra. Assistito da una “maga della colla” - lui è troppo “sgrauso” (co­me dicono a

Genova: “impreciso”, in sostanza) nelle fasi d’as­semblaggio - Siccardi fa galoppare la fantasia dal 2003. Aldo “canta, can­ta”, marinaio che è più che un personaggio, nel­l’arcipelago, lo scarrozza per le calette, attenden­do, paziente, che la risac­ca restituisca relitti e l’artista faccia il suo me­stiere. Il raccolto sui ge­neris partorirà poi per­sonaggi che sono storie. Un boccone di barca si fa epica e diventa “Ettore” una boa divorata dalla ruggine, con qualche col­po di vernice, si tramuta in Bobby Solo. Poi c’è Jacqueline - Kennedy, s’intende - le cui giuntu­re sono vecchi lampada­ri inutilizzabili. Catheri­ne Zeta-Jones, Brad Pitt, Ginger e Fred: rivivono

tutti, neocreature di ferro e spray colorato.

Paola Ponzellini, genio del riciclo, lo ha avviato a questa pratica singolare. L ispirazione, invece, è in ogni cosa: basta andare al di là del reale. Ogni creatura ha una sua car­ta d’identità, appesa con un cartellino che ne cer­tifichi l’unicità.

I maestri del passato, dall’estroso Giuseppe Ar­cimboldo con le sue pit­ture cinquecentesche che sono volti di fiori, frutta e ortaggi, al genio di War­hol, imo ai dadaisti e al­la disperata casualità dell’objet trouvé, hanno fornito, involontaria­mente, una lezione che Siccardi ha rivisitato.

Lui, che a sessant’anni può definirsi, senza pu­dore, “tuttolo­go” e che s’ è improvvisato a fare un po’ di tutto, ap­punto: dal­l’edilizia po­polare, all’ar­redo dei ric­chi, al perito del tribunale, fino a proget­tare 500 ne­gozi in tutta Europa. «Per­ché a seconda di chi rispon­de al telefono, bisogna in­ventarsi ogni volta un per­sonaggio nuo­vo». A Milano lo puoi trova­re nel suo la­boratorio di via Ascanio Sforza, curvo sulla prossima creazio­ne. S’è inventato perfino le magliette da cui sorri­de il suo autoritratto: una pietra restituita dal mare che si fa volto e gli inconfondibili occhiali che così bene si sposano a quella risata grossa e un po’ bambina.

Poi i ringraziamenti sul suo sito: altro capolavoro di estro. «Il mare e il ven­to di La Maddalena che hanno portato rottami bellissimi sulle spiagge dell’arcipelago. Chi ha fornitole discariche abusive di La Maddalena. Tutti i fortu­nati possessori di un Re­litto Perfetto. Tutti gli amici che si sono sorbet­tati le mie velleità artisti­che». Che dire? «Gé­nial!».

RELITTI PERFETTI 

di Alessandro Siccardi

 

via Cardinale Ascanio Sforza 21 

20136 Milano

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