Silvio Raffo - Il sole 24 ore - 2013

 

Le COSE, gli oggetti che ci hanno circondato e che abbiamo amato (o odiato) nel corso dell'intera esistenza, i singoli "pieces of forniture" delle stanze delle nostre case, le "buone cose di pessimo gusto" del salotto di nonna Speranza cantate da Gozzano o le più antiche "suppellettili" di squisito pregio o di raffinata qualità - ma anche i minimi frammenti di ingranaggi che inseriti in un meccanismo gli permettevano di svolgere una determinata funzione - tutte queste innumerevoli e difficilmente catalogabili RES che costituiscono la cosiddetta REALTA' sono destinate a finire in antiquariato, paccottiglia e "ciarpame reietto", a dissolversi e disgregarsi in grisaglia e polvere inerte quando avranno esaurito la propria "utilità" e non ci sarà più nessuno a curarsi di loro?

"RELITTI" è in verità una parola che ha in sè alcunchè di sacro. E' "quello che resta" di un tutto che ebbe in passato senso e armonia e rispetto da parte degli uomini per ciò che rappresentava, sia da un punto di vista estetico che funzionale.

"Relitti fonico-visivi mi tengono compagnia, e sono ciò che di più diretto mi rimanga di loro'": con queste parole inizia uno dei pochi grandi romanzi italiani della squallida fin de siécle novecentesca, "Dissipatio H. G." di Guido Morselli (H.G. sta per "humani generis"): tutti gli uomini sono scomparsi, svaniti nel nulla, e sono rimaste le loro testimonianze in forma di oggetti visibili e usufruibili da parte dell'unico sopravvissuto.

Unire al vocabolo RELITTI l'aggettivo PERFETTI è (oltre che un gioco di paradossale assonanza col titolo del celebre film di Hitchcock) un'operazione linguisticamente ardita, e raffinatissima: qualcosa che è stato 'abbandonato' (participio passato di 'relinquere') e qualcosa che viene eseguito e condotto a termine (participio passato di 'perficere') in modo ineccepibile. E' una sorta di ossimoro, accostamento di due entità antitetiche in una stupefacente nuova armonia (la "concordia discors" del reale di Eraclito). Ed è l'operazione compiuta da Alessandro Siccardi, designer decisamente outsider nel piattume/pattume della contemporaneità, che osa estendere l'istinto di conservazione dall'umano all'oggettuale. Non solo gli uomini rifiutano l'idea della morte, ma anche le cose: frantumi di oggetti diversi, opportunamente e imprevedibilmente ricongiunti, vanno a comporre una nuova realtà poichè nulla muore e tutto si trasforma.

 

SIC - il doktor Frankenstein dell'oggettistica virtuale - ridà dunque vita alle cose che chiedono di non morire e grazie alla sua geniale capacità combinatoria si compie e prende forma - come già in Reichenberg - il più enigmatico dei misteri della fede: la RESURREZIONE dei CORPI.
Questa mostra ci fa riflettere e meditare su un problema fondamentale: risorgeremo anche noi in obiectu' con-fusi con altri esseri viventi e riplasmati in nuove inimmaginabili forme?

RELITTI PERFETTI 

di Alessandro Siccardi

 

via Cardinale Ascanio Sforza 21 

20136 Milano

Cell. +39 335281974

Tel.  +39 0289421186

Fax. +39 0289421098 

sicsan@tin.it

www.alessandrosiccardi.it

www.relittiperfetti.com

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© Alessandro Siccardi - Via Cardinale Ascanio Sforza 21 - 20136 Milano